Il Farmaco che lentamente ci Distrugge. Ecco i pericoli nascosti dei Corticosteroidi.
- Matteo Falzini

- 28 lug
- Tempo di lettura: 4 min

Cosa sono i corticosteroidi?
I corticosteroidi sono tra i farmaci più prescritti al mondo. Vengono utilizzati per trattare una vasta gamma di condizioni, dall’artrite reumatoide alle malattie infiammatorie intestinali, dall’asma alle reazioni allergiche. Sono potenti anti-infiammatori che imitano l’azione del cortisolo, un ormone naturalmente prodotto dalle nostre ghiandole surrenali.
Nonostante la loro efficacia, questi farmaci nascondono un lato oscuro che raramente viene discusso durante la prescrizione.
Gli effetti nascosti sul nostro corpo
I corticosteroidi influenzano profondamente il nostro organismo, intervenendo su:
Sistema immunitario: inizialmente lo stimolano, poi lo sopprimono (motivo per cui vengono usati contro infiammazioni e malattie autoimmuni)
Livelli di zucchero nel sangue: aumentano la gluconeogenesi e riducono la sensibilità all’insulina
Tessuti connettivi: promuovono la decomposizione delle proteine muscolari e inibiscono la sintesi del collagene
Circolazione: aumentano la pressione arteriosa e danneggiano il rivestimento dei vasi sanguigni
Cognizione: in eccesso possono compromettere la memoria e l’attenzione
I rischi che nessuno ti racconta
Un sondaggio ha rivelato che il 90% delle persone che assumono corticosteroidi sperimenta effetti avversi, e il 55% li considera molto fastidiosi. Ecco i principali effetti collaterali documentati dalla letteratura scientifica:
Perdita ossea: il rischio di fratture raddoppia, con una perdita ossea del 5-15% all’anno
Aumento di peso: il 70% delle persone che assumono corticosteroidi orali a lungo termine riporta un aumento di peso significativo
Insufficienza surrenale: le ghiandole surrenali perdono la capacità di produrre cortisolo naturalmente
Diabete: il rischio aumenta di 2,6 volte
Problemi cardiovascolari: aumentano i casi di infarto (226%), insufficienza cardiaca (272%) e ictus (73%)
Problemi di vista: maggior rischio di cataratte (245-311%) e glaucoma (41%)
Problemi gastrointestinali: nausea, vomito e rischio aumentato del 40% di sanguinamento o perforazione gastrointestinale
Disturbi psichiatrici: dall’1,3% al 18,4% degli utilizzatori sviluppa problemi psichiatrici
Maggiore vulnerabilità alle infezioni: il rischio di tubercolosi aumenta del 20% negli utilizzatori di corticosteroidi per inalazione
Quando i corticosteroidi sono davvero necessari?
Nonostante i rischi, in alcuni casi questi farmaci sono fondamentali:
In situazioni di emergenza che mettono a rischio la vita
Per malattie polmonari croniche gravi
Per reazioni allergiche severe
Per disturbi autoimmuni acuti
Per prevenire il rigetto di organi nei trapianti
Per sostituire gli ormoni che le ghiandole surrenali non riescono più a produrre
Tuttavia, molti esperti ritengono che spesso vengano prescritti in modo inappropriato, causando più danni che benefici.
Esistono alternative più sicure?
La buona notizia è che esistono approcci alternativi che possono essere efficaci per molte condizioni comunemente trattate con corticosteroidi:
Farmaci immunosoppressori più moderni e meno tossici per le malattie autoimmuni
Trattamenti naturali che affrontano le cause sottostanti delle infiammazioni
Cambiamenti nello stile di vita: esercizio fisico, esposizione alla luce solare, alimentazione adeguata e gestione dello stress
Terapie naturali per il dolore e i problemi muscoloscheletrici.
L’approccio olistico naturopatico: una vera alternativa
Come opertore naturopata, offro un approccio completamente naturale che mira a ripristinare l’equilibrio del corpo senza ricorrere a farmaci che possono compromettere la salute a lungo termine. Il mio metodo si basa su tre pilastri fondamentali:
Alimentazione: Cibi che non contribuiscono all'infiammazione e ricchi di antiossidanti, acidi grassi omega-3 e fitonutrienti possono ridurre naturalmente l’infiammazione senza gli effetti collaterali dei corticosteroidi.
Integrazione naturale mirata: Consiglio micronutrienti e sotanze naturali calibrati sulle esigenze individuali per supportare la funzione immunitaria e ridurre l’infiammazione cronica.
Pratiche di biohacking: Implemento tecniche avanzate come l’esposizione al freddo, la respirazione controllata, la meditazione, la terapia della luce e l’ottimizzazione del sonno. Queste pratiche aiutano a modulare la risposta infiammatoria del corpo e a ripristinare l’equilibrio ormonale naturale.
Questo approccio integrato non solo affronta i sintomi ma lavora sulle cause profonde dello squilibrio, permettendo al corpo di guarire naturalmente e riducendo gradualmente la dipendenza da farmaci potenzialmente dannosi come i corticosteroidi.
Conclusione
I corticosteroidi rappresentano un esempio emblematico di ciò che spesso non funziona nella medicina moderna: trattare i sintomi senza affrontare le cause sottostanti, peggiorando talvolta il problema invece di risolverlo.
Se il tuo medico ti prescrive un trattamento con corticosteroidi, fai domande, informati sui rischi e discuti delle possibili alternative. In alcuni casi questi farmaci sono insostituibili, ma è fondamentale sapere quando sono davvero necessari e quando esistono opzioni più sicure come l’approccio naturopatico descritto.
La nostra salute è troppo preziosa per accontentarci di soluzioni temporanee che potrebbero compromettere il nostro benessere a lungo termine. Un approccio olistico che integra la saggezza della natura con le conoscenze moderne offre una via più equilibrata verso la vera guarigione.
Questo articolo ha scopo informativo e non intende sostituire la consulenza medica professionale. Consulta sempre il tuo medico prima di apportare modifiche significative alla tua dieta o al tuo regime di supplementazione.
Fonti e Riferimenti
European Journal of Endocrinology, Volume 181, Numero 4, ottobre 2019,
Journal of Endocrinology, 10 luglio 2007, Volume 195: Numero 1
Premio Nobel per la Fisiologia o la Medicina 1950. NobelPrize.org. Nobel Prize Outreach 2025. Ven. 9 maggio 2025
StatPearls [Internet], Isola del Tesoro (FL): StatPearls Publishing; 2025 gennaio
Rivista Internazionale della Malattia Celiaca 3, n. 4 (2015): 151-155




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